Logopedista
Benedetta Di Censo
"La dottoressa del linguaggio"
Menù
Di cosa mi occupo
VALUTAZIONE
Valuto accuratamente le abilità e le difficoltà dei pazienti tramite colloqui clinici, osservazioni, questionari e test standardizzati.
RIABILITAZIONE
Effettuo sedute di terapia logopedica in modalità diretta con i pazienti e indiretta con la mediazione della famiglia.
CONSULENZA
Rispondo a domande relative allo sviluppo normale e patologico, rivolgendomi prevalentemente a genitori, educatori, insegnanti o altri professionisti.
FORMAZIONE
Organizzo eventi formativi e informativi per favorire lo scambio di conoscenze e trasferire informazioni derivanti dai miei studi e dalla pratica clinica.
Aree di intervento
Il bambino e la sua bocca
Deglutizione disfunzionale
e SMOF
La deglutizione disfunzionale consiste in un mancato passaggio da uno schema deglutitorio infantile ad uno adulto. È caratterizzata da un uso scorretto della muscolatura oro-facciale, in modo particolare della lingua, che non attua movimenti funzionali alla deglutizione di tipo adulto. L'alterazione di una o più funzioni orali, come la deglutizione, costituisce una condizione di squilibrio muscolare oro-facciale (SMOF).
Respirazione orale
e OSAS
La respirazione orale è un'alterazione dello schema respiratorio abituale per cui il passaggio di aria avviene attraverso la bocca e non attraverso il naso. Di conseguenza la bocca sarà aperta e la lingua assumerà una postura bassa. Tipicamente i respiratori orali presentano occhiaie e palato stretto con conseguenti malocclusioni. Tale respirazione può associarsi alla sindrome da apnee ostruttive del sonno (OSAS).
Vizi
orali
Sono abitudini scorrette quali l’uso prolungato di ciuccio e biberon, la suzione del dito o della lingua, il mordicchiare guance, labbra, penne, il mangiarsi le unghie. Tali abitudini, se protratte nel tempo, possono comportare effetti negativi sia nella forma (alterazioni dentali e scheletriche) che nella funzione (squilibri muscolari).
Disturbi
fono-articolatori
Sono distorsioni dei suoni della lingua rispetto alla loro pronuncia corretta. Possono essere di origine organica, cioè dovuti a una malformazione o lesione del sistema muscolare e articolatorio, oppure di origine funzionale, ad esempio dovuto ad un uso prolungato del ciuccio o del biberon.
Difficoltà
di masticazione
Si tratta di difficoltà che riguardano la triturazione del cibo e che possono essere legate a malocclusioni dentali, problematiche all'articolazione tempero-mandibolare, alterazione della deglutizione o mancata maturazione della funzione masticatoria.
Difficoltà
di alimentazione
Sono difficoltà che riguardano aspetti sensoriali e motori orali che influiscono sull’alimentazione, causando problemi di selettività alimentare.
Frenulo linguale
e labiale corto
Si tratta di anomalie anatomiche che coinvolgono la lingua (frenulo linguale) o le labbra (frenulo labiale superiore o inferiore) che possono portare ad alterazioni funzionali (articolazione, deglutizione, suzione) e in casi più complessi ad alterazioni strutturali.
Il bambino e la sua comunicazione
Ritardi di
linguaggio
Si chiamano parlatori tardivi quei bambini che a 24 mesi producono meno di 50 parole e a 30 mesi non hanno sviluppato la capacità di formare le frasi combinando le parole. Può essere una condizione transitoria oppure, se radicata e protratta nel tempo, può configurarsi come un disturbo di linguaggio vero e proprio.
Disturbi di
linguaggio
Riguardano difficoltà di comprensione linguistica, se il bambino fatica a comprendere parole o frasi, o difficoltà di produzione linguistica, quando il bambino compie errori nell’emissione di suoni linguistici; spesso questi errori si accompagnano ad una capacità di strutturare le frasi non adatta all'età e ad un lessico poco sviluppato.
Balbuzie
Si tratta di una difficoltà di fluenza verbale, ovvero anomalie nella velocità, regolarità e fluidità dell’emissione di parole e frasi. Si possono osservare ripetizioni di sillabe o parole, pause, prolungamenti, blocchi e tensioni muscolari. È un disturbo multidimensionale determinato da fattori genetici, ambientali, linguistici ed emotivi.
Disturbi specifici
di apprendimento
Consistono in difficoltà nell’apprendimento scolastico che riguardano la lettura (dislessia), la scrittura (disortografia) e/o il calcolo (discalculia); a ciò si può aggiungere un disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria (disgrafia). I DSA sono identificati da precisi criteri diagnostici, oggettivi e valutabili, e riconosciuti e tutelati dalla Legge n. 170 del 2010.
Difficoltà
scolastiche
Si intendono tutte quelle difficoltà legate all'apprendimento e uso di lettura, scrittura e/o calcolo che non rientrano nella categoria diagnostica dei DSA. Si tratta di bambini e adolescenti che in contesto scolastico si configurano come B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali).
Disturbi di linguaggio
secondari
Sono condizioni cliniche in cui il disturbo del linguaggio rappresenta un “sintomo” di quadri diagnostici definiti, quali: disabilità intellettiva, autismo, sindromi genetiche, disturbo da deficit attentivo ed iperattività (ADHD).
Disturbi
di voce
Sono alterazioni della funzione fonatoria dovute a fattori funzionali, quali un uso eccessivo o scorretto della voce, e/o fattori organici, quali la presenza di noduli vocali. La voce può essere instabile, rauca, soffiata, pressata, astenica. Le disfonie interessano non solo le corde vocali ma si associano anche ad alterazioni posturali e respiratorie e comportamenti pneumo-fonatori inadeguati.
Altre problematiche nell'adolescente e nell'adulto
Deglutizione disfunzionale
e SMOF
L'alterazione di una o più funzioni orali, quali deglutizione, respirazione, masticazione e articolazione, costituisce una condizione di squilibrio muscolare oro-facciale (SMOF). Poiché tali funzioni sono inserite all'interno di una struttura dentale e occlusale, è importante che forma e funzione siano in una condizione di equilibrio. In modo particolare la deglutizione disfunzionale si configura come un'alterazione funzionale relativa allo schema deglutitorio caratterizzato da un uso scorretto della lingua.
Respirazione orale
e OSAS
L'apnea ostruttiva del sonno (OSAS) è una patologia che consiste nel rallentamento o interruzione della respirazione durante il sonno, mentre il russamento o broncopatia avviene quando l'aria fatica a passare attraverso le prime vie respiratorie. In questi casi tipicamente si assiste ad uno squilibrio della muscolatura oro-facciale, con possibile respirazione orale.
Balbuzie
Si tratta di una difficoltà di fluenza verbale, ovvero anomalie nella velocità, regolarità e fluidità dell’emissione di parole e frasi. Si possono osservare ripetizioni di sillabe o parole, pause, prolungamenti, blocchi e tensioni muscolari. È un disturbo multidimensionale determinato da fattori genetici, ambientali, linguistici ed emotivi.
Disturbi di
articolazione
Sono distorsioni dei suoni della lingua rispetto alla loro pronuncia corretta. Possono essere di origine organica, cioè dovuti a una malformazione o lesione del sistema muscolare e articolatorio, oppure di origine funzionale protratta nel tempo.
Disturbi
di voce
Sono alterazioni della funzione fonatoria dovute a fattori funzionali, quali un uso eccessivo o scorretto della voce, e/o fattori organici, quali la presenza di noduli vocali, polipi, edemi, granulomi, paralisi laringee. Le disfonie interessano non solo le corde vocali ma si associano anche ad alterazioni posturali e respiratorie e comportamenti pneumo-fonatori inadeguati.
Afasie
Sono condizioni in cui si perde la capacità di comunicare, dovute a lesioni alle aree del cervello deputate all’elaborazione del linguaggio. Sono conseguenti ad un ictus o un trauma cranico, ma possono anche svilupparsi lentamente insieme ad un tumore cerebrale o ad una malattia neurodegenerativa. Possono riguardare sia la capacità di esprimersi sia quella di comprendere il linguaggio, orale e scritto.
Resta aggiornato sulla pagina Facebook del mio studio!